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Il peso del confrontoVivere bene con il confronto costruttivo e senza ansie da prestazione

Confronto, Peso del confronto, Infelicità, Confronto con se stessi
Pillola N. 48
Foto di Andrea Mangano
Autore
A. Mangano
Intro alla pillola

Spesso ci convinciamo di non essere all'altezza, di non possedere le capacità necessarie per affrontare le sfide e realizzare i nostri sogni.

Ci sottoponiamo a standard che non siamo capaci di rispettare, deludendo coloro che avevano fiducia in noi. La nostra autostima subisce un duro colpo e la responsabilità sembra essere inevitabilmente la nostra.

Vissuto da una prospettiva distorta, il confronto può generare ansia e un senso di inadeguatezza, apparendo come un totale insuccesso. Abbiamo davvero fallito oppure stiamo trasformando il confronto in una pura competizione?

Le interazioni e il confronto con gli altri sono necessari nella costruzione della nostra identità. Ci permettono di capire chi siamo veramente e chi non vogliamo diventare.

Il confronto con gli altri è stato un compagno prezioso nel mio cammino di crescita. Tuttavia, in alcuni momenti, è diventato un peso difficile da gestire.

Amici, colleghi e conoscenti riuscivano a raggiunge i loro obiettivi mentre io, nonostante gli sforzi, ero incapace di eguagliare i loro risultati. Erano più abili nell'apprendere, nel parlare le lingue, nello sport, nel fare impresa, nel relazionarsi con gli altri. Non c'era nulla che potevo vantare di saper fare meglio di loro. Il confronto generava in me ammirazione, ma anche paura, frustrazione e inadeguatezza.

La mia storia è comune a tutti coloro che si sentono sopraffatti quando si paragonano agli altri, convinti di non essere all'altezza delle situazioni e dei propri sogni.

È incredibile quanto il confronto può renderci infelici privandoci della gioia dei nostri, seppur piccoli, progressi.

Di certo questo timore può derivare da una scarsa autostima, da una sensibilità acuta, da un accumulo costante di critiche o dalla difficoltà nel raggiungere i livelli altrui. Tuttavia, il nocciolo del problema risiede nel nostro modo di intendere il confronto.

Nel mio caso, il paragone con gli altri non costituiva un'opportunità per capire come e dove migliorare, ma piuttosto l'occasione per entrare in una sorta di competizione. Questo esercitava su di me una pressione che ostacolava la mia piena espressione.

Nel tempo mi sono reso conto che:

  • Ci sarà sempre qualcuno più abile di te, così come tu sarai più abile di qualcun altro.

  • La vita è troppo breve per preoccuparsi di quanto gli altri siano più bravi, più attraenti o più ricchi di noi.

  • Il confronto non dovrebbe definire i nostri traguardi, ma fornirci l'ispirazione necessaria per fare meglio.

  • La nostra sfida non è superare gli altri, ma superare noi stessi.

In ciascuno di noi risiede un potenziale inesplorato, tuttavia, le paure e le preoccupazioni spesso ci impediscono di conoscerlo del tutto.

Inoltre, la facilità con cui ci confrontiamo sui social, il modo troppo rapido con cui oggi possiamo esplorare e conoscere il mondo esterno, è sproporzionato rispetto alla conoscenza che abbiamo di noi stessi.

La scarsa consapevolezza di chi siamo e di ciò che vogliamo nella vita alimenta il senso di inadeguatezza. La paura di non piacere ci spinge ad adattarci ai gusti altrui, sacrificando le caratteristiche che ci rendono unici e inseguendo obiettivi che non ci appartengono.

L'unico modo per sfuggire a questo peso, è trovare piacere in noi stessi, accettando i nostri limiti e vivendo le nostre scelte con consapevolezza.

Concentrarsi sul proprio valore, abbracciare le imperfezioni e lavorare su di esse sono passi i passi da seguire. Il confronto è una parte importante della vita, ma non deve essere un peso che ci trascina verso gli abissi dell'insicurezza.

È essenziale distogliere lo sguardo dalle azioni e dai risultati altrui, a meno che non siamo mossi dalla volontà di apprendere dalle loro qualità.

"Sei tu a controllare il confronto. – Nessuno può farti del male, a meno che non sia tu a consentirglielo." —  Bruce Lee

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Prendi qualche minuto per riflettere e rispondere a queste domande. Potrebbero darti una consapevolezza nuova su te stesso e sulla tua vita.

  • 1. Come influisce il confronto con gli altri sulla mia autostima?
    Mi motiva a migliorarmi costantemente.
    A volte mi fa sentire insicuro, altre volte mi spinge a superare i miei limiti.
    Mi fa sentire spesso inadeguato e crea una pressione costante.
    Riesco a mantenere la mia autostima indipendentemente dai confronti.
  • 2. Come reagisco quando qualcun altro raggiunge un obiettivo che desidero?
    Mi ispira a lavorare più duramente per raggiungere i miei obiettivi.
    Provoca un mix di emozioni, inclusa la motivazione e una leggera invidia.
    Sento un senso di invidia e frustrazione.
    Rimango indifferente, concentrato sui miei obiettivi senza essere influenzato dagli altri.
  • 3. Su cosa baso principalmente il confronto con gli altri?
    Sulle mie aspirazioni personali e sui miei progressi.
    Su standard oggettivi e misurabili.
    Sulle aspettative degli altri o su ideali irrealistici.
    Su una combinazione equilibrata di aspirazioni personali e standard esterni.
  • 4. Quanto il confronto con gli altri influenza le mie scelte personali e professionali?
    Prendo decisioni basate principalmente sui miei valori e obiettivi personali.
    Le influenze esterne giocano un ruolo, ma cerco di bilanciarle con le mie esigenze personali.
    Spesso mi sento costretto a seguire il percorso degli altri per adeguarmi alle aspettative.
    Le influenze esterne hanno un impatto minimo sulle mie decisioni.
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Foto di Andrea Mangano

Andrea Mangano

Lavoro nel mondo digitale.
Negli ultimi otto anni ho intrapreso numerose sfide personali e imprenditoriali. Ogni giorno mi impegno affinché la mia quotidianità sia il riflesso del mio desiderio e non una passiva routine. Miro ad essere sempre più padrone del mio tempo e consapevole delle mie scelte.

Sono l'autore di UNxCENTO.
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